Queste due parole, che sono così antiche, oggi rimbalzano nei programmi televisivi e sui social e quindi, dopo tutti questi anni, mi decido a fare una pagina nel mio blog.
Ho incontrato questa disciplina tanti anni fa, molto prima che Abitare e Benessere fosse anche solo un’idea. Studiavo, e mi mancava qualcosa, un tassello. Vivevo gli spazi, le stanze, i luoghi, le città, e non capivo cosa fosse quel qualcosa che mi faceva stare bene, o male, in un posto. Capivo che non dipendeva solo dalla ricerca della bellezza delle forme e dei materiali, capivo che non era solo una questione di equilibrio.
Allora sono inciampata nel Feng Shui, che ha scosso il mio metodo scientifico e mi ha messo in mano un codice antico, tramandato di dinastia in dinastia e raccolto grazie alla consapevolezza, alla connessione di uomini saggi e donne attente.
Ho avuto il privilegio di poter studiare il Feng Shui della tradizione cinese, seduta a gambe incrociate accanto a un monaco buddishta, maestro in questa disciplina. Una persona luminosa.
Oggi Feng Shui è nelle pubblicità, nelle camere di hotel, nei piatti che cucinano in tv, con due battute spicce che sono l’esatto opposto di ciò che questa materia è.
Feng Shui è osservazione, tempo, attenzione, equilibrio, armonia. Feng Shui è interazione e dipende fortemente dalla persona che abita gli spazi che costruiamo, o i luoghi.
La cosa più sorprendete quando conosci il Feng Shui e visiti i posti, le città, le case, è ritrovare gli stessi dettami, le stesse tecniche e metodologie, nel costruito di civiltà e culture distanti fra loro nel tempo e nello spazio. È come se ci fosse un linguaggio universale, parlato da chi è in grado di sentirlo, che arriva direttamente dai luoghi, parlato dalla Terra.
Penso che esistevano persone che non avevano bisogno di un codice, ma che avevano un sentire che li guidava e li faceva vivere in armonia con i loro spazi. Penso che oggi ci sono persone che mirano a questa armonia: io sono una di queste.